Storia di un mondiale pazzo lunedì 19 aprile 2010 Di campioni giovani e controversi come Mario Balotelli è pieno lo sport, soprattutto quello italiano, oserei dire. Anche la scherma ha il suo Balotelli: il livornese Tommaso Lari. I due... Leggi tutto...
Grande week-end di scherma a Livorno giovedì 11 marzo 2010 Da domani, venerdì 12 fino a domenica 14 Marzo, nella straordinaria cornice del Palalivorno si svolgeranno i Campionati Italiani Cadetti e Giovani di scherma, alle tre armi (fioretto, sciabola e... Leggi tutto...
Di campioni giovani e controversi come Mario Balotelli è pieno lo sport, soprattutto quello italiano, oserei dire. Anche la scherma ha il suo Balotelli: il livornese Tommaso Lari.
I due non hanno in comune soltanto l’età (entrambi classe 1990) e il grande talento nello sport che praticano, ma anche un caratterino che spesso li tradisce; il calciatore nerazzurro sembra aver superato il momento dell’insofferenza verso tutto ciò che lo circonda e che prova a criticarlo, mentre lo spadaccino labronico sta vivendo i momenti peggiori proprio in questi giorni; a Baku , capitale dell’Azerbaijan, si sono appena conclusi i campionati del mondo giovani e cadetti alle tre armi e per Lari doveva essere il mondiale della conferma, della definitiva consacrazione in campo giovanile; invece è stato una kermesse dal sapore amarissimo e dall’epilogo imprevedibile per il livornese, che torna a casa con una squalifica per comportamento anti sportivo.
Campione del mondo individuale e a squadre (insieme a chi scrive) nel 2009, vincitore della Coppa del Mondo per 2 anni consecutivi, Tommaso si presenta al suo ultimo campionato del mondo under 20 da super favorito, nonostante una stagione fatta di alti e bassi; senza tradire le aspettative, il giovane talento livornese strapazza la concorrenza approdando alla sua quarta finalissima in 4 mondiali disputati. Un vero record. Di fronte si trova l’egiziano El Sayed, fiorettista non trascendentale, ma da non sottovalutare; Lari parte fortissimo e si porta sul 7-3: l’assalto pare già segnato, l’irruenza del livornese si scarica sull’egiziano che però non si scompone e anche aiutato dall’arbitro in un paio di occasioni si rifà sotto. Tommaso accusa un calo di concentrazione vistoso che lo catapulta nel peggiore degli incubi, 10-14 in svantaggio e con il timore di far prendere al titolo iridato la strada de Il Cairo; ma i colpi di scena sembrano non finire mai, Lari si rialza e infilza tre volte di fila il suo avversario portandosi sul 13-14: a questo punto succede quello che non ci si aspetta. Gli atleti toccano entrambi, doppia luce. L’arbitro ricostruisce la stoccata in favore del livornese che esulta per la raggiunta parità, ma El Sayed chiede l’aiuto della moviola; l’arbitro, coadiuvato da due assessori, dopo aver visionato più volte il video torna sui suoi passi ed assegna stoccata e medaglia d’oro all’egiziano. Tommaso (ragazzo d’oro per chi lo conosce bene, come chi scrive) perde le staffe e reagisce in malo modo, rompendo con un colpo della sua arma l’apparecchio elettronico di segnalazione delle stoccate; il tecnico addetto assiste alla scena e cerca di riprendere Lari, che infuriato, molto più per l’occasione persa che per l’arbitraggio (dignitoso), lo manda ripetutamente a quel paese; il tecnico riferisce al capo della commissione arbitrale, egiziano anche lui, il quale mai benevolo con gli italiani opta per il cartellino nero. Tommaso Lari è squalificato dalla competizione, gara a squadre compresa e perde la medaglia d’argento conquistata sulla pedana. Il giorno seguente è già tempo di verdetti: 2 mesi di squalifica (fino all’8 di Giugno) dall’attività internazionale per Lari, che potrà tornare in tempo solo per i campionati italiani assoluti.
La vicenda appena descritta, sebbene abbia dell’assurdo, non deve però far dimenticare le medaglie conquistate dagli altri schermidori livornesi presenti nella capitale azera. Rispetto all’anno scorso non ci sono sciabolatori o sciabolatrici, ma 3 fiorettisti e 2 fiorettiste; nella gara maschile cadetti la sorte non è benevola con i labronici Lorenzo Nista ed Edoardo Luperi, che si incontrano per accedere alle semifinali; la spunta Luperi, che deve però arrendersi nella finalissima di fronte all’americano Massialas e ai crampi che gli immobilizzano le gambe. Secondo argento in due anni per l’atleta del Fides, che sale sul podio con molto amaro in bocca; stessa sorte tocca alle fiorettiste giovani Beatrice Monaco e Olga Calissi, che si vedono costrette ad incrociare le loro lame nei sedicesimi di finale. Esce vittoriosa l’atleta del Fides Monaco che però non riesce ad entrare in zona medaglia, fermata ai quarti dalla francese Blaze; nelle gare a squadre protagonisti i maschi del fioretto: orfani, come detto, di Lari ma con un Nista in grande spolvero (richiamato all’ultimo minuto dal Ct Cerioni) e con un Luperi trascinatore , i 4 azzurri si mettono al collo una medaglia d’argento di grande valore, sconfitti dal team degli Stati Uniti, nel remake della finale del 2009. Non fanno altrettanto bene le donne (3 toscane su 4 in squadra, Monaco Calissi e Volpi) che vengono sconfitte dagli Stati Uniti nei quarti di finale. Alla fine della kermesse l’Italia conquista 9 medaglie, 4 delle quali vinte da atleti livornesi (3 Luperi,1 Nista), ma alla luce della vicenda sopra raccontata potevano essere decisamente di più.
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