Livorno, riscatto con lode sabato 28 agosto 2010 Sconfitto per 3-0 l'Albinoleffe in trasferta. Con Iori e Dionisi è un'altra musica, ma tutta la squadra ha meritato. Il Livorno era chiamato ad una prova di riscatto sul piano del gioco o... Leggi tutto...
Senza idee, senza attributi. lunedì 23 agosto 2010 Un Livorno imbelle viene umiliato alla prima in casa da un Sassuolo ben organizzato: è 0 a 4. Il Sassuolo fa strame del Livorno di Bepi Pillon all'esordio nel campionato di serie B,... Leggi tutto...
Per brindare alla tua salute ci siamo rovinati la nostra.... così recitava uno striscione di auguri per i 95 anni del Livorno esposto in curva Nord. In certo senso profetico, infatti è stato un compleanno amaro: il Bologna ha portato via i tre punti.
Il Bologna costruisce la propria vittoria, nella partita definita da entrambe gli schieramenti "una finale", sulla filosofia di gioco tanto cara al tecnico Colomba: primo non prenderle. Ranghi serrati in difesa, linea mediana bassa a copertura, estrema attenzione, contropiede quando capita e solo se può essere utile. Un modulo utilitaristico di cui vedemmo l'applicazione nel girone di andata del campionato 2004-2005 quando il tecnico emiliano sedeva sulla panchina amaranto. Un modulo che valse 20 punti pesanti per la salvezza finale del Livorno, poi portata a compimento da Donadoni.
Nel primo tempo, il Livorno balbetta la sua manovra a ritmi lentissimi, il gioco sulle fasce inesistente, permettendo cos? alla superdifesa rossoblu di coprire ancor di pi? gli spazi e serrare per bene la morsa sui Bellucci e Danilevicius. L'unico tiro nitido nello specchio della porta viene effettuato dal difensore Knezevic in bella e solitaria proiezione offensiva: l'attento Viviano respinge a lato e sul rimpallo la battuta a rete di Tomas gli cozza contro le gambe. Finisce qui l'azione livornese pi? pericolosa nell'arco dell'intera partita.
Accade invece che Raimondi si faccia superare sulla fascia laterale da un calciatore rossoblu e che questi dal fondo rimetta palla al centro dove non si trova Rivas: se ne sta a passeggiare altrove, lontano dall'area. In compenso c'? Di Vaio in splendida solitudine: uno scherzo per lui mettere dentro il pallone della vittoria.
Il Bologna ha modo nelle concitate fasi sche seguono di colpire un palo esterno con un rasoterra da lontano; poi, siamo intorno al ventesimo minuto di gara, Colomba ordina la ritirata e per tutto il resto della gara i felsinei si occuperanno soltanto di difendere il pesantissimo golletto. Il Livorno si riversa in forcing continuo nella met? campo avversaria: sempre per? per linee interne, con palleggio insistito e faticoso, con soluzioni finali improbabili e affidate comunque, pi? che alla manovra collettiva, alle invenzioni dei centrocampisti, i quali non brillano certo nella specialit? del risolvo-tutto-da-me. Va un p? meglio quando vengono cambiati entrambi gli esterni, ma si tratta di progressi misurabili esclusivamente col microscopio.
L'arrembaggio del secondo tempo, ancora una volta con Filippini nel ruolo di capo dei pirati, ? il segno della commovente volont? della squadra sfociata purtroppo nella velleitariet?: nessun serio pericolo ? stato portato verso la rete difesa da Viviano.
Abbiamo rimpianto Cristiano Lucarelli: Danilevicius, imbelle dentro l'area di rigore, non ha vinto uno stacco aereo che fosse uno. Ma soprattutto occorre capire che Nelson Rivas va lasciato in panchina: spesso disattento, indeciso in fase di appoggio, porta sulle spalle di elemento centrale della difesa a tre la responsabilit? della consueta, isolata ma gravissima disattenzione. E con essa la sconfitta. Senza quella, sarebbe stato pareggio a reti bianche, ci potete mettere la firma. E stasera il Livorno avrebbe ancora gli stessi punti del Catania.
LE PAGELLE
Rubinho 6
Perticone 6
Rivas 4
Knezevic 6
Raimondi 5
Pieri 5
Filippini 6,5
Mozart 6
Pulzetti 6
Bellucci 5
Danilevicius 4
Vitale 5,5
Di Gennaro 5,5
Bergvold sv
Cosmi 5,5
Commenti (12)
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